Molfetta nacque nell’era preistorica, ma il primo documento ufficiale che ne attesta l’esistenza risale al 925. La città fu conquistata da Bizantini, Longobardi, Normanni, contea di Conversano, Federico II, Taranto, Francesi, Aragonesi, Austriaci, Spagnoli. Nel 1860 entrò a far parte del Regno delle Due Sicilie e poi si aggiunse all’Unità d’Italia. Durante la Prima Guerra Mondiale la città subì molte perdite.
Lo stemma di Molfetta ha una banda di color bianco o argento con sopra la scritta S.P.Q.M. (Senatus Populus Que Melphictiensis). Come sfondo c’è il colore rosso con due ramoscelli, uno a destra di ulivo e uno a sinistra di alloro. Nella parte sopra dello stemma c’è una corona. SPQM è anche il logo della città di Roma e fu aggiunto allo stemma di Molfetta nel 1911.
Da ammirare a Molfetta c’è il Pulo, sprofondamento sub-circolare con diametro di 170 metri, perimetro di più di 500 metri e profondità di 30 metri. Vi sono stati ritrovati resti di un villaggio neolitico e resti umani dell’età della pietra e del bronzo. Le architetture religiose più significative sono il Duomo di San Corrado, la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la Basilica della Madonna dei Martiri, la Chiesa del Purgatorio, la Chiesa della Santissima Trinità e la Chiesa di San Pietro.
Le architetture civili sono il Palazzo del Seminario ed il Palazzo Giovene. Alcune della più importanti Torri di Avvistamento sono la Torre Calderina, la Torre della Cera, il Torrione, la Torre Gavetone, la Torre Rotonda della Molinara, la Torre Cascione, la Torre del Mino, la Torre dell’Alfiere, la Torre del Gallo, la Torre Falcone, la Torre del Capitano, la Torre di Pettine, la Torre di Navarino, la Torre Villotta, la Torre Sgammirra, la Cappavecchia e la Villafranca.
Il Sacco di Molfetta narra che la mattina del 18 luglio 1529 il Principe Caracciolo e Federico Carafa e i loro soldati attaccarono Molfetta. I molfettesi non fecero niente convinti che le loro mura fossero indistruttibili, ma i nemici entrarono in città attraverso i canali di scolo e scavalcando le mura stesse. I cittadini si difesero e riuscirono a uccidere alcuni nemici, ma ciò fece arrabbiare i conquistatori che dal 18 al 20 luglio misero a ferro e fuoco la città e le vittime furono migliaia.




